Gina di Terricciola reperto archeologico

I beni culturali “risorgono” con la manifattura digitale

La storia che vi raccontiamo oggi, per la quinta tappa di #makersintuscany – il nostro viaggio nella manifattura digitale in Toscana – ci vede fieramente tra gli attori protagonisti.

Siamo a Terricciola, in provincia di Pisa, dove sono stati rinvenuti due frammenti di un manufatto risalente al II secolo a.C.. I due frammenti sono stati ritrovati per caso in due diversi momenti, a distanza di 5 anni l’uno dall’altro. Le attività di ripulitura, restauro e analisi hanno messo in luce che componevano il coperchio di un’urna cineraria femminile d’età ellenistica che è stato affettuosamente ribattezzato con il nome Gina.

Gina è la testimone di una fase molto antica della storia locale, durante la quale Terricciola occupava una posizione strategica tra le alture sulle valli del fiume Cascina e del fiume Era, importanti risorse idriche e assi cruciali della viabilità antica che univa Pisa e Volterra.

Diventata una vera e propria ambasciatrice del patrimonio culturale locale, Gina è stata protagonista di una mostra di successo a Terricciola. Dato il carattere temporaneo della mostra, l’amministrazione comunale si è chiesta come far rimanere Gina ancorata al suo territorio prima del ritorno nel Museo Archeologico Villa Baciocchi a Capannoli.

Da qui l’idea di digitalizzare il reperto per preservarlo e renderlo accessibile a tutti. E qui siamo entrati in gioco anche noi che insieme al Comune di Terricciola, il Polo Tecnologico di Navacchio, il Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale Università di Pisa e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno siamo diventati partner di questo progetto di digitalizzazione culturale.

Grazie alla scannerizzazione 3D, è stato realizzato un modello 3D molto dettagliato di Gina, identico all’originale. I files ottenuti attraverso la digitalizzazione potranno essere usati per mappare lo stato di conservazione del reperto, costituire memoria storica andando ad arricchire un catalogo multimediale o un museo digitale, riprodurre delle copie perfette grazie all’utilizzo della stampa 3D, coinvolgere gli utenti in esperienze interattive sia ai fini didattici che turistici.

In questo video Ronny Bellagotti, responsabile del progetto, ripercorre la storia di Gina e ci spiega come la contaminazione incrociata tra storia e tecnologia possa essere fruttuosa per la conservazione e la valorizzazione di beni culturali.

Per saperne di più su Gina visitate il sito https://www.ginaterricciola.it/

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