r3direct

Dal riuso all’eco-design con la stampa 3d

Oltre il 50% della plastica riciclata è destinata ai termovalorizzatori e agli inceneritori, non torna quindi a essere utilizzata. Viene chiamata plasmix ed è considerata la parte più “sporca” dei rifiuti plastici.

A Coreglia Antelminelli, in provincia di Lucca, in un angolo di Toscana stretto tra le Alpi Apuane e l’Appennino tosco-emiliano, Cristiano Cavani, Stefano Giovacchini e Marco Paganucci hanno trovato una soluzione per riusare questa plastica ricorrendo alla manifattura additiva: usare il plasmix per stampare in 3D oggetti di design di grandi dimensioni.

È da questa idea che hanno dato vita a r3direct, un’azienda che crea e stampa in 3D oggetti belli, durevoli e sostenibili fatti recuperando il plasmix.

La plastica riciclata che r3direct usa proviene dalla raccolta porta a porta toscana, raccolta e trasformata in granuli da Revet, con la quale r3direct ha un accordo di ricerca e sviluppo per l’utilizzo del loro granulo nella stampa 3D.

In questo video – terzo episodio di #makersintuscany, il nostro viaggio nella manifattura digitale in Toscana – Marco, Cristiano e Stefano ci raccontano il loro progetto di economia circolare e ci mostrano come sia possibile creare bellezza e utilità dal riuso della plastica mediante l’uso di tecnologie di stampa 3D.

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